giovedì 18 dicembre 2008

Letto n. 1

Sabato sono andata a trovare la Micky in ospedale per un'emoraggia post-parto!
Pierino mi aveva già preparato: " ... è nella prima stanza, a sinistra!".
Già ... la prima stanza a sinistra, LETTO N. 1. Ci avevo sempre buttato un occhio durante i miei passaggi in reparto in occasione della gravidanza di Alberto, ma non mi ero mai soffermata!
E' proprio lì che sono stata ricoverata nell'attesa del travaglio di Elia, dove ho trascorso la mia prima notte con il bimbo morto nel mio grembo ed è lì che sono stata riportata subito dopo il parto, con le braccia vuote e gli occhi gonfi di lacrime e stanchi di vivere! Ed è lì che ho trascorso le notti abbracciata al mio Pierino ed è lì che nonostante la porta chiusa, sentivo rimbombare i pianti degli altri neonati ed è lì che entrarono i due pagliacci per cercare di fare .. non so ancora oggi cosa!
Mi sono guardata intorno, tutto era uguale, niente di cambiato, soliti due lettini, solito armadietto, solita finestrona .. l'unica differenza il separè fra i due letti!
Ma qualcosa non mi tornava: mi ricordavo la camera molto ma molto più stretta. In realtà c'è molto posto fra i due letti, l'entrata alla camera è piuttosto spaziosa e non così pigiata da costringere il prete a farsi spazio (come ricordo io!).
Forse era così che la vedevo? Forse tutto ciò che mi circondava appariva ai miei occhi soffocante, restrittivo, schiacciante!? Così come era il mio cuore, il mio stato d'animo, la mia vita in quel preciso istante!? Ricordo perfettamente la sensazione degli spazi ristretti così come all'opposto mi ricordo come tutto il resto mi apparisse enorme, soprattutto il mio bimbo ... era grande grande eppure, ad oggi, a mente lucida, posso dire che 2.120 Kg non potevano rappresentare un bambinone così, come lo richiamo alla memoria io!
Eppure ... chissà, la mia mente in quei momenti cosa ha raffigurato, cosa intendeva rappresentare, che significato ha avuto il rapporto degli spazi stretti contro l'immensità di tutto il contorno e di Elia in particolare!
Il "grande" a rappresentare il mio dolore, l'amore nei suoi confronti e il "piccolo" a rappresentare invece il mio stato d'animo?

O forse semplicemente ho percepito che tutto ciò che mi circondava fosse niente, rispetto alla grandezza dell'amore che mi era stato tolto?

2 commenti:

Maurizio ha detto...

Laura.... non ci sono parole.... quello che esprimi in queste tue parole ha un valore immenso, è un "concentrato" di emozioni e di amore....
A presto

Tisbe ha detto...

C'è da ritirare un premio ;-) passa da me