venerdì 14 novembre 2008

I bambini imparano ciò che vivono


Mi voglio ispirare ad una poesia di Dorothy Law Nolte per riflettere un po' sul mio ruolo di mamma ed i miei figli.
Sono cresciuta in un contesto familiare che avrebbero voluto avere tutti i bimbi, percependo chiaramente l'amore immenso che legava i miei genitori che a loro volta mi hanno saputo amare come pochi sanno fare! Ho ottenuto ciò che volevo a tutti i costi: una sorellina (oggi 22enne).
Ovviamente il contesto familiare in cui ho vissuto ha inciso notevolmente siul mio modo di crescere, di comportarmi, di rapportarmi agli altri, insomma nel mio modo di ESSERE.
L'unica cosa che posso rimproverare a mia mamma è stata ed è la sua troppo, estenuante, illogica angoscia-ansia molto spesso non connessa ad una ragione specifica; a volte, quando eravamo piccole bastava uno starnuto in più per farla entrare in agitazione. Dopo la morte del babbo, le sue paure si sono amplificate e così basta avere un semplice mal di testa o mal di stomaco che subito si allerta, si agita, si preoccupa in maniera sempre troppo esagerata rispetto al malessere vero e proprio. Così come contro riflesso a questo suo modo di essere e diversamente da quanto dice la poesia "Se i bambini vivono con la paura, imparano ad essere apprensivi ", questa continua sensazione del timore, dell'incertezza ha fatto sì che io crescessi nella maniera completamente opposta ed oggi a 34 anni con due figli mi sento dire che sono troppo poco ansiosa con i miei bimbi!

E allora mi chiedo: "Troppo poco ansiosa o troppo realista?". Mi devo forse preoccupare della febbre a 39 di Alberto con diarrea tanto da far entrare in allerta un pronto soccorso?? Mi devo forse troppo preoccupare di un ricovero di Eva per una sospetta cisti ovarica rimediabilissima ... quando poi accanto a te c'è un mamma di un bimbo di 6 anni che dalla nascita fa pellegrinaggio fra casa e ospedale per una patologia polmonare??!!
Perchè sobbarcare il proprio figlio di ansie e angosce inutili, quando tutto si può risolvere, perchè rischiare di farlo crescere nelle insicurezze più totali ... le ansie tienamocele per noi, che vadano ad arriccchire la nostra quotidiana esasperazione verso tutti ma non scarichiamole sugli altri, soprattutto quando gli altri sono i nostri bimbi!
Certo comunque questo non dispensa dal fatto che rendere al meglio l'ambiente familiare sia una grossa responsabilità associata ad un'insormontabile fatica senza ottenere mai la certezza di aver fatto la cosa più giusta!
Avere la consapevolezza che il tuo modo di essere, di vivere, di fare si riflette sull'educazione dei propri figli è un bel fardello per un genitore, vuol dire mettersi continuamente alla prova, vuol dire analizzare una'azione prima di compierla, vuol dire vivere ogni giorno sapendo che il loro futuro dipende da ciò che loro vivono e percepiscono da te e in te e dal tuo rapporto con il loro padre che per fortuna, ancora oggi è ottimo e ci piace ancora tanto divertirci!
Ma poi magari basta tornare un po' più stanchi e nervosi dal lavoro, alzare la voce più del normale o rivolgersi a malo modo per rompere le uova nel paniere, per rompere cioè quell'equilibrio che con tanti sforzi cerchi sempre di tutelare ... ma a volte basta avere coscienza che un cattivo esempio è una cattiva imitazione per impegnarsi al massimo per cercare di essere genitori migliori!

... ma questo non è facile!
Questo video è emblematico di quanto i bambini fanno ciò che vedono fare!




Video tratto dal Blog "ANEP"

1 commento:

Maurizio ha detto...

Ci sarebbe un premio per te sul mio blog... però dimmi prima una cosa... tutto bene? Io sto latitando abbastanza ultimamente... ma anche tu non scherzi.... la blogsfera ti reclama :-)))
Serena notte