martedì 28 ottobre 2008

ODE ALLA VITA

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Ode alla vita

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
Giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia il colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco,
e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi e’ infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.

Lentamente muore chi non legge,
chi non viaggia,
chi non ascolta la musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare,
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna,
o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Pablo Neruda

2 commenti:

Maurizio ha detto...

Splendidi... sempre splendidi questi versi di Neruda... il post successivo... mi lacera dentro... perchè... perchè si... scusami... ma spero ti arrivi comunque il mio abbraccio... e il grande "affetto" che un essere umano può scoprire di vivere nei confronti di persone che come voi hanno saputo affrontare dolori così grandi...

Marco Ranno ha detto...

Ciao! Piacere di conoscerti... Sono Marco!
Mi complimento per il tuo blog ricco di spunti e per la scelta di questa poesia di Neruda che mi piace tantissimo.
Ci sentiamo!