giovedì 10 luglio 2008

Davanti ad un bivio



Intendevo segnare questa data sul calendario come memorabile!!!
Questa mattina sono andata a definire gli ultimi dettagli da quelli che saranno i miei nuovi datori di lavoro, con il contratto in mano, sono uscita saltellante anche se con un grosso peso allo stomaco, ovvero il pensiero sul come fare a dirlo al mio attuale capo! Come fare a dirgli: "dal 15 settembre non sarò più qui ...!" Tutti che mi spronavano nel stare tranquilla, nel cercare di fregarmene della reazione di uno che in questi ultimi 6 anni circa mi ha reso la vita difficile se non impossibile, con conseguenziale esaurimento nervoso proprio un anno fa.
Così, l'ho gurdato dritto negli occhi e gliel'ho detto ... la reazione è stata proprio come me la immaginavo, ha iniziato a imprecare e mi ha detto tutto quello che poteva dirmi per farmi sentire una merda! Ma ho tenuto duro, ho accettato tutte le sue provocazioni nel silenzio totale, cercando anche di capire le sue motivazioni. Non nascondo che l'aver preso questa decisione mi ha messo un po' di agitazione, infatti come si dice: "Chi lascia la strada vecchia per quella nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova", soprattutto se considero ch lascio un posto fisso per una contratto a due anni ma lo stipendio è buono e l'orario è flessibile!
Mi stavo convincendo di aver fatto la scelta giusta (anche se il precariato fa paura), quando all'improvvisio ricevo la chiamata del mio attuale datore di lavoro, che mi pregava di cambiare idea e che sarebbe disposto a pagarmi il doppio per fare un orario a me congeniale pur di farmi restare! Ovviamente sono rimasta stupita di una reazione del genere, non me lo sarei mai aspettato e mentre da una parte mi sgrogiolavo davanti alle sue richieste sintomatiche comunque del fatto di essere stata in questi anni una impiegata efficiente, dall'altra mi sono sentita spiazzata!!!
Ed ora cosa faccio, ho due alternative:
- un nuovo posto di lavoro in un ambiente sereno e tranquillo, con un Capo ufficio ed un coordinatore che assomigliano veramente a Babbo Natale, un posto di lavoro che mi darebbe la possibilità di respirare un po' d'aria senza sovraccaricarmi di stress anche se con scarse prospettive future;
- il "vecchio" posto, a tempo indeterminato con buone prospettive di stipendio e di orario ma con una datore di lavoro pieno di fobie e di frustrazioni, una sorta di negriero capace di scaricare tutte le sue paturnie su di me!
Per rendermi la scelta facile avrei preferito che il mio datore di lavoro non mi avesse mai chiamata e avesse quindi continuato ad infamarmi ... ma niente è facile! Tutto le volte che devo prendere una decisione, anche quella più facile diventa impossibile ... ma che palle!
Sono consapevole del fatto che il nostro destino è la strada che decidiamo di percorrere. Basta una piccola svolta, un piccolo ostacolo per cambiare il nostro percorso e basta poco per rimpiangere per sempre una decisione presa o non presa o per vedere mutare inprovvisamente la nostra vita. Le strade che imobocchiamo sono memoria dei nostri passi, qualche volta possiamo tornare indietro e ripercorrerle altre volte invece, questo non ci viene concesso e la mia paura è di girarmi indietro e di rendermi conto di aver preso la strada sbagliata.
Ma sempre con il coraggio e con la capacità di voler cambiare, di voler scegliere una strada piuttosto che un'altra e di voler mutare le impronte di quei percorsi-
Adesso vorrei solo andare a letto, addormentarmi serenamente e sognare il mio angioletto che mi sussurra in un orecchio: " Vai mammina, vai tranquilla, la strada giusta è questa qua!"
... destra o sinistra??? Chissà!

3 commenti:

gio.to ha detto...

..Capisco ora quello che bolliva in pentola, del tuo periodo incasinato che mi dicevi nell'ultimo sms che ci siamo scambiate. Leggendo il tuo post, e soprattutto la descrizione di entrambi i posti di lavoro, la risposta sembra che te la sia già data da sola...ossia il nuovo. per come mi hai parlato sempre del tuo lavoro e di come fosse il tuo capo non è che la vecchia strada sia poi quel gran ché da rimpiangere. Il tempo indeterminato ha il suo peso sì, ma ricorda che è uno studio piccolo e se lui decide di chiudere o va a gambe all'aria non è che le cose cambino tanto per te, di garanzie non è che ce ne sarebbero. Sei brava e gentile, ti troverai bene ovunque, il mio consiglio è di decidere in base alle mansioni che ti piacciono di più ed al tempo che potresti dedicare ad Alberto, Eva e Giampiero. Cento euro in più o in meno non cambiano la vita. La nostra felicità professionale di mamme normali e "speciali" sta tutta qui.
Un bacione
Giovanna

Maurizio ha detto...

Molte persone, soprattutto quelle abituate ad "approfittare" degli altri, a "sfruttarne" le capacità senza alcun tipo di "attribuzione" reale di valore... beh queste persone sono quelle che non riescono a mandare giù, mai, la naturale "crescita" di un essere umano, che vorrebbero vedere sepre come l'eterno bambino "imbranato" al loro servizio....
Laura, cammina per la tua strada, e fa ciò che ti detta il tuo cuore, ma soprattutto, non aver paura di crescere... io sto tentando di farlo, e molte volte mi ritrovo a guardarmi allo specchio e vedermi ancora troppo "bambino"... ma la vita è la migliore scuola... anche quando ci sembra che ci maltratti un pò...
Un abbraccio

ildiariodellalinda ha detto...

... magari porterà qualcosa di buono ugualmente anche se poi rimarrai dal tuo capo. Tutto passa, spero soprattutto che vada per il verso giusto!!! Ila